La Scuola inizia la sua attività nel settembre 1926, periodo del dopoguerra caratterizzato da miseria e povertà, ma soprattutto da carenza di strutture sociali, alle quali si tenta di supplire con iniziative spontanee di persone accorte e sensibili.
L’idea di un Asilo Infantile, come si definiva allora, per la cura e l’educazione dei bimbi, nasce a Spinea per merito soprattutto del rag. Attilio Merlin, Podestà del paese, coadiuvato da Romeo Pasqualetto e dal Parroco di allora Don Sebastiano Baggio.

La costruzione viene iniziata su un terreno di proprietà della parrocchia nel maggio del 1926 e i lavori durano poco piu di tre mesi. L’asilo viene inaugurato la prima domenica di settembre, in occasione della festa paesana.
Oltre al comitato dei fondatori, alla gestione sono chiamate le Suore “Figlie di S. Giuseppe di Mons. Caburlotto” di Venezia, la cui Superiora Generale — Madre Cristina Minchio — già nel 1925 assicurava la presenza e la continuità della piccola comunita di Spinea.

La prima Superiora è Suor Albertina Beltrame che, con le sue Suore, inizia il lavoro delicato ed impegnativo con i bambini iscritti al giardino dell’lnfanzia. A questi si uniscono presto fanciulle e adolescenti per il ricamo e il cucito e, la domenica, anche le ragazzine del ricreatorio festivo, che con le Suore organizzano giochi, canti e passeggiate.
Verso gli anni ’30 la Scuola risulta già composta da un salone, due aule, una saletta di direzione e un refettorio; i servizi igienici sono situati all’esterno. Dispone anche di un vasto cortile. Al piano superiore si trovano i locali per le Suore.

Dagli atti risulta che gran parte del peso economico sia ricaduto sulla persona del suo Fondatore e Presidente Merlin, Podestà di Spinea dal 1926 al 1947. Ma l’Asilo ha avuto la collaborazione economica anche di tante altre persone e parte del denaro è stato ottenuto grazie a feste di beneficenza, a contributi di enti e persone, nonché ad attività di doposcuola a pagamento e simili.

Nel 1934 viene ammodernata la facciata principale verso via Roma, con la posa di quattro statue di marmo di Carrara raffiguranti le quattro Virtù Cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza. Nello stesso anno, in una pubblica cerimonia, l’Asilo viene dedicato “Ai Nostri Caduti” della Grande Guerra 1915-18.
Nel 1938 viene completata l’opera di recinzione con la posa, ai lati del cancello principale, di due statue di putti raffiguranti la Primavera e l’Estate.

Nel 1944-45 la Scuola è anche rifugio per sette famiglie sinistrate e resta priva di bambini per l’intero anno.
Il numero di alunni iscritti alla Scuola è sempre alto e, per un periodo, si ricorre ad un’aula di proprietà del Comune, sita in un fabbricato esistente in Piazza Marconi, ora demolito.
Nel 1961 viene costruita, con i fondi della Scuola, una terza aula. Nello stesso anno muore il Fondatore.
Nel 1963, durante la gestione di un Comitato a cinque, presieduto dal Cav. Cavasin, viene costruita la quarta aula dedicata alla figlia Maddalena, morta tragicamente l’anno precedente.
Nel frattempo i servizi igienici vengono trasferiti all’interno e si apre un nuovo corridoio per congiungere il salone alle due nuove aule. Così l’edificio acquista il suo attuale aspetto funzionale e architettonico.
Questo comitato resta in carica dal 1961 al 1968 e, dopo un periodo di transizione sotto la direzione del Parroco pro tempore don Umberto Miglioranza, nel 1972 la Scuola è affidata ad una libera Associazione di Cittadini di Spinea che la gestisce attraverso un proprio Consiglio di Amministrazione.

Non si può certo dimenticare la spesa rilevante per il materiale di arredamento e per quello didattico: i tavolini, le sedie, le attrezzature per la cucina, il pianoforte, i giochi e la cancelleria, il ciclostile, la macchina da scrivere e i sussidi didattici veri e propri. Tutto questo viene pagato con le modeste risorse della Scuola derivanti soprattutto dalle rette dei bambini, dall’aiuto delle ditte che vi hanno lavorato, dall’impegno di persone lodevolmente benemerite e dall’opera volontaria di soci vecchi e nuovi.

Con gli orientamenti del 1968-69 il “Giardino dell’Infanzia” diventa Scuola Materna e viene meglio individuata la configurazione autonoma di Scuola dell’Infanzia. Ora è meglio definita l’educazione prescolastica, più espliciti gli obiettivi di educazione, di sviluppo della personalità infantile e di preparazione alla frequenza della Scuola Elementare.
Il mantenimento della Scuola, come per il passato, è garantito soprattutto dalle rette dei bambini sempre numerosi (nel 1969 erano 280!). Un discreto sostegno viene poi dal Comune, dalla Regione Veneto e dal Ministero della Pubblica Istruzione. Piccoli contributi sono versati poi da banche e da privati.

Ma la Scuola non esaurisce le sue attività solo con l’insegnamento ai bambini; al suo interno si tengono anche attività di doposcuola, con lezioni di ricamo e cucito, di musica, teatro, danza, ginnastica e di insegnamento religioso; vi si svolgono inoltre riunioni conviviali in occasioni di festività e ricorrenze popolari.
Negli anni ’80 la Scuola diventa anche un luogo di incontri di molti gruppi giovanili per la formazione cristiana e la catechesi, e la domenica vengono organizzate delle proiezioni di film per offrire opportunità di incontro a ragazzi e giovani.
Alle Suore, che coadiuvano tutto questo, si affiancano alcune persone disposte a collaborare: sono i primi volontari delle Figlie di San Giuseppe.
Nel 1986 in occasione del 60° Anno di Fondazione della Scuola, viene inaugurato un dipinto murale, opera del pittore locale Bruno Garlandi.

Nel 1988 la Scuola fornisce ai bambini la mensa completa, perciò fu necessario assumere una cuoca laica per aiutare l’attività delle Suore.
Nel 1993 Suor ldangela Dal Ben, per dieci anni Superiora della Comunità, parte per le missioni nelle Filippine seguita da Suor Irma Cescon che precedentemente aveva svolto il servizio in questa Scuola come insegnante. Nel 2001 Suor Guidalma Zamberlan parte per la missione in Kenia. Sono dunque tre le Suore missionarie partite da questa Scuola.

Nel 1994 viene stipulata la convenzione con il Comune che delibera formalmente un contributo annuo alla Scuola.
Nel 1995 sono apportate delle modifiche ai locali, per creare una nuova cucina con attigua dispensa. Nel mese di novembre dello stesso anno viene celebrata per la prima volta la giornata della Scuola Cattolica.
Nell’ottobre 1996 viene organizzata una grande festa per il 70° della Fondazione; in questa occasione viene allestita una mostra fotografica, inaugurata da personalità civili e religiose.
Nell’estate 1998 si fanno altri onerosi lavori edili: la revisione radicale del tetto, la sostituzione delle grondaie, il risanamento del palco e del salone di cui viene rifatto il pavimento.

Con un decreto del Ministero della Pubblica lstruzione, nel mese di febbraio 2001, viene riconosciuto alla Scuola il diritto di “Scuola Paritaria”. Con questo importante riconoscimento aumentano gli impegni e le responsabilità degli Organi di Gestione e delle educatrici. Una nuova legislazione sempre più esigente nei confronti delle attività della Scuola e dell’Associazione (rispetto alle problematiche educative, sanitarie, di sicurezza ambientale, della privacy e fiscali, etc.) impone un aggiornamento delle strutture e delle regole, per garantire massima trasparenza e per assicurare una sempre maggiore continuità.

Nel maggio 2002 viene approvato un nuovo statuto che presenta due importanti innovazioni: l’inserimento di nuovi soci anche se non genitori di alunni e una maggior durata delle cariche. Il Presidente di diritto è il Parroco pro tempore, la gestione e affidata sempre ad un Comitato formato dalla Coordinatrice e da un numero variabile di membri eletti dall’Assemblea dei soci. La nuova Associazione delibera anche il nuovo regolamento della Scuola.

Questa è la Scuola che oggi noi conosciamo, proiettata verso il futuro con una lunga storia di esperienze di oltre ottomila bambini e sedicimila genitori.
Tutto questo si è potuto realizzare grazie alla generosità delle Suore, dei Volontari delle Figlie di San Giuseppe, grazie alle famiglie che hanno scelto il nostro modo di educare, grazie all’impegno dei vari Comitati e all’assunzione di responsabilità dei Presidenti che via via si sono succeduti.

(a cura di Rinaldo Narciso)